PSICOMOTRICITA’ O TERAPIA NEUROPSICOMOTORIA? - Psicomotricista Ilaria Palvarini
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PSICOMOTRICITA’ O TERAPIA NEUROPSICOMOTORIA?

Percorso psicomotorio

PSICOMOTRICITA’ O TERAPIA NEUROPSICOMOTORIA?

La terapia neuropsicomotoria riguarda il settore sanitario riabilitativo. Ha lo scopo di aiutare il soggetto in età evolutiva (dalla nascita ai 18 anni) ad acquisire le abilità cognitive e i movimenti necessari al raggiungimento del massimo sviluppo possibile. E’ fondamentale in tutte quelle situazioni in cui il bambino, per vari motivi, dovesse trovarsi in difficoltà nell’affrontare i compiti cognitivi o motori che si presentano durante l’intero arco di sviluppo.

La psicomotricità riguarda invece l’ambito socio-educativo. E’ importante sia per l’età dell’infanzia sia per l’età senile. In particolare, con i bambini, ha lo scopo di valorizzare le loro qualità motorie, cognitive, comunicative, affettive e sociali in una prospettiva di sviluppo armonioso nel rispetto della personalità e delle possibilità di ciascuno. Il ruolo centrale è affidato al corpo, che si manifesta con tutto se stesso durante il gioco. La corporeità infatti si esprime attraverso il movimento, la mimica e la gestualità, il tocco, lo sguardo, il tono corporeo e quello della voce.

Il bambino infatti è altamente recettivo a tutti i segnali che incontrano il suo corpo attraverso i vari sensi

Gusto, udito, tatto, olfatto, vista e cinestesia (sensazione data dal movimento).  Egli impara a conoscere il mondo memorizzando le sensazioni. Le sensazioni in tal modo divengono percezioni, acquisiscono significato e possono così guidare il pensiero. Il pensiero si unisce al movimento dando luogo a delle azioni. Ogni azione genera ulteriori informazioni dando vita ad un ciclo continuo di azione-percezione che porta alla conoscenza di sé, del mondo e degli altri.

Attraverso il gioco il bambino può:

  • Acquisire consapevolezza di sé, delle proprie possibilità e debolezze
  • Accrescere la motivazione a migliorare quindi ad apprendere
  • Interiorizzare il senso della regola
  • Comprendere le azioni, le intenzioni e i sentimenti degli altri
  • Organizzare le proprie azioni
  • Superare gli ostacoli gestendo piccole frustrazioni ed emozioni
  • Ignorare eventuali elementi di distrazione
  • Instaurare e mantenere relazioni sociali sviluppando la cooperazione

Questo elenco, a titolo esemplificativo, riguarda l’acquisizione delle abilità indispensabili per stabilire un’adeguata relazione sociale e si potrebbe ampliare integrandolo con le altre aree di sviluppo.

Ecco alcuni esempi di percorsi di psicomotricità che hanno il fine di attivare il piacere senso-motorio, prerequisito fondamentale perché il bambino sia portato a partecipare attivamente.

L’importante è la motivazione. Per motivare si possono proporre piccole gare e sfide oppure, per calare i bimbi in un ruolo, ci si può aiutare con musiche e canzoni, storielle e filastrocche come questa:

Questa è la storia

della fata Gloria

A tratti forse un po’ birichina,

ma non importa, è una bambina!

Lei si muove di qua e di là,

facendo dispetti, questo lo sa

a lei piace canticchiare,

far magie e trasformare

tutti i bimbini come lei,

in qualcosa esclamando “tu sei..!”

I bambini dovranno imitare (in ordine di difficoltà)

Il soldatino: dritto e fermo in piedi

Il ponte: il bambino, si flette in avanti mettendo le mani a terra formando il corpo con un ponte

La bicicletta: disteso supino flettere le gambe come per andare in bicicletta

La farfalla: seduto con le gambe incrociate alza e abbassa lateralmente le braccia

La palla: facendo saltello sul posto imitando i rimbalzi della palla

La rana: accucciarsi appoggiando le mani a terra con le gambe piegate e saltare in avanti

Un compagno, un amico o un familiare: la sua andatura

E così’ via..

C’era una volta una formichina, era piccina piccina. Spesso doveva andare a far provviste, raccoglieva briciole che poi sistemava in ceste. Ma per tornare al formicaio… “Evita tutti gli ostacoli, o sarà un guaio!”

Preparare un percorso in cui il bambino deve rotolare su un tappeto, muoversi a gattoni su dei cuscini morbidi sovrapposti, scavalcare degli ostacoli, passare sotto al tavolo e così via. Il tutto va svolto senza toccare gli oggetti disposti casualmente per terra e raccogliendo delle piccole palline che al termine del percorso dovrà lanciare in un cesto.

 

Dott.ssa Ilaria Palvarini (Psicomotricista a Mantova)

Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.

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